Scoprendo Kiev e i suoi mille contrasti

Travel
By on 06/01/2017

Tornato alla civiltà dall’esperienza di Chernobyl mi sono concesso 2 giorni per esplorare la città di Kiev.

Dovete sapere che qui esistono 2 tipi di hotel… le topaie con prezzi vantaggiosi ma servizi scadenti, lontani dal centro e poco tranquilli oppure quelli di stampo europeo con prezzi anche abbordabili. Io ho soggiornato presso il Radisson Blu Hotel, un hotel 4 stelle a 1km dal centro nevralgico di Kiev.

Dispone di oltre 250 stanze, tutte molto spaziose, con 3 diversi tipi di arredamento, c’è pure quello italiano!!! La cosa che mi è piaciuta di più è sicuramente il veloce wifi che ho trovato in camera.

Come ci ha spiegato la responsabile marketing l’hotel è principalmente usato da persone che vengono nella capitale per lavorare infatti la struttura dispone anche delle sale meeting, il ristorante MilleMiglia con lo chef italiano Fabrizio Righetti e un lounge bar dove si possono tenere delle piccole riunioni informali o mettersi a lavorare con il pc proprio come ho fatto io. La colazione probabilmente è una delle più buone che io abbia mai fatto infatti la catena ha inserito la possibilità di degustare succhi fatti al momento e molte specialità del luogo.

Inoltre c’è da segnalare che l’hotel dispone di una beauty spa con massaggi e sauna…purtroppo io non avendo avuto tempo non ho potuto testarla.

L’ultima cosa che devo segnalare di questo hotel prima di iniziare a parlare di Kiev è stata la piacevole sorpresa che alcuni membri dello staff parlassero italiano.

Raddisson Blue Kiev

La Facciata

Raddisson Blue Kiev

La zona breakfast

Raddisson Blue Kiev

Raddisson Blue Kiev

 

Ma Kiev come l’ho trovata? Beh devo dire che dopo Budapest e i paesi balcanici questa è stata un’altra città che ho conosciuto del blocco sovietico. Qui essendo molto a est si sente e si vede in maniera evidente cosa ha lasciato la cultura sovietica. Il paese sembra in perenne contrasto tra il passato comunista e l’arrivo impetuoso (forse anche troppo) del capitalismo occidentale.

Ma attenzione Kiev non è l’Ucraina come Milano non è l’Italia! Da una parte la città storica ingioellata dalle cattedrali ortodosse piene di oro mentre dalla parte opposta del fiume Dnepr mille quartieri che sorgono sulla vecchia periferia fatta di case per i lavoratori delle grandi industrie pesanti nate con l’URSS che si stagliano all’orizzonte. Questi nuovi condomini sono enormi case popolari con uno stile propriamente austero dell’est, sono ammassate migliaia di vite umane, sono cattedrali nel deserto in un paese che ancora non ha una sua vera identità.

Per girare la città mi son affidato a due guide di eccezione come Artem e Marina.

Beh la prima cosa che bisogna assolutamente correre a vedere a Kiev sono le chiese ortodosse con i loro tetti in oro che risplendono ogni giorno colpiti dai raggi del sole. La più importante è la Cattedrale di Santa Sofia, pensate che ha quasi 1000 anni (1037 DC). Sono magnificenti le sue cupole dorate, pensate che per molti secoli è stata la più grande chiesa ortodossa del mondo. Ad oggi è un sito UNESCO. Visitandolo l’unico alone di tristezza che mi ha pervaso è l’impossibilità di fare foto all’interno (alcune ne ho fatte di nascosto) e il non uso religioso della struttura ormai adibita a museo.

Proprio di fronte a Santa Sofia si erge il monastero di San Michele, distrutto dai sovietici ma riportato all’antico splendore del passato. Dal verde della cattedrale si passa all’azzurro intenso di questo edificio. Qui moltissimi pellegrini ogni giorno vengono per pregare e rendere omaggio al Signore.

Da qui io mi sono diretto verso una collinetta (Zamkova Gora) in mezzo alla città per avere una vista complessiva di ogni cosa. Proprio dall’alto ho scoperto il quartiere di Podil, una piccola Parigi all’interno della città. Per raggiungerlo c’è la Discesa di Sant’Andrea, è una delle strade più antiche e pittoresche di Kiev. In questa ripida strada tortuosa, fiancheggiata da numerose bancarelle e negozi di souvenir, animata da artisti di strada, si trovano. All’inizio della salita sorge la Chiesa di Sant’Andrea costruita in stile barocco su progetto dall’architetto italiano Rastrelli.

I nuovi quartieri di Kiev all’orizzonte

Podil

Una fermata in un locale con un retrogusto sovietico molto carino ci stava e là ho assaggiato i Piroh (pasta ripiena, dolce o salata, cotta al forno o fritta). Non ci posso far nulla, ogni volta che sono da qualche parte voglio provare ogni cosa che si butta nello stomaco!!!

Da qui sono andato a camminare lungo le rive del fiume Dnepr, pensate che d’estate la riva è piena di persone che prendono il sole e camminano. Tra la città nuova e vecchia collegate da una moltitudine di ponti c’è un’isola che funge da polmone verde cittadino infatti è vietato costruire in quell’area.

Da qui ho preso la funicolare per tornare in quota… sembrava un pulmino della Lada con i sedili in legno, credo non sia mai stato toccato dagli anni 70 ma è molto folkloristico!!!

Da qui abbiamo iniziato a camminare lungo un grande parco che segue il corso del Dnepr dall’alto. Ho incontrato il punto dove la cristianità ha iniziato a espandersi nell’area e poi da un belvedere le dimensioni della città by night. Infine sono arrivato al Museo della storia dell’Ucraina nella seconda guerra mondiale. Questo è un museo a cielo aperto situato su una collina di 10 ettari. Bunker e armi utilizzate dall’ex URSS dopo la guerra e delle sculture rappresentano la valorosa difesa del confine sovietico del 1941, gli orrori dell’occupazione tedesca, la lotta dei partigiani e la battaglia del Dnepr del 1943. Su tutta questa area troneggia il monumento della Grande Madre Patria. Il monumento è alto 102 metri- La statua è costruita in titanio. L’intero monumento, compreso il basamento in calcestruzzo armato, pesa 560 tonnellate. La “Madre Patria” tiene al braccio destro una spada lunga 16 metri e pesante 9 tonnellate, e al braccio sinistro uno scudo che misura 13 per 8 metri, con lo stemma dell’Unione Sovietica. La punta della spada fu in seguito tagliata per evitare che il monumento superasse in altezza il monastero ortodosso di Pečerska Lavra.

La cosa che mi ha stupito di più sono dei resti di autoblindo e carri armati all’entrata di questa area. Stanno a simboleggiare che realmente la Russia ha recentemente invaso (cosa sempre negata da Putin) militarmente la zona della est dello stato. Il paese infatti è diviso fra filorussi e non infatti durante tutta la mia permanenza ho notato una presenza davvero massiccia dell’esercito in tutta la città.


Per tornare al Raddisson Blue Hotel ho preso la metro e ho fatto due scoperte incredibili… la prima è che sapete che la metropolitana di Kiev (inaugurata nel 1960) è la più profonda d’Europa?!?! La seconda è che nelle entrate della metrò o nei sottopassi per andare da una parte all’altra della strada principale della città (si è larga come un’autostrada) dopo aver sceso le scale vi potete trovare davanti a dei veri e propri piccoli centri commerciali dotati di ogni cosa.

Con questo ho concluso il racconto della mia 2 giorni a Kiev. Un giro molto veloce in cui ho visto solo una parte, spero la più bella, della città. Tirando le somme non posso dire che la città mi sia piaciuta al 100%, è strana, particolare, fredda e calda al tempo stesso, cupa e gioiosa allo stesso modo. Qui la storia la si sta scrivendo, una città con un gran potenziale ma in un periodo duro.

Auguro che l’Ucraina trovi presto pace e stabilità nonostante gli interessi esterni in gioco e un a presto Kiev anzi до свидания! convinto che questa sia stata solo la prima volta e non l’ultima.

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4 Comments
  1. Rispondi

    Marco Tamborrino

    10/01/2017

    Bell’articolo, Federico. Kiev è senza dubbio una città che ha molto da raccontare, e nel prossimo futuro ne avrà ancora di più, soprattutto alla luce dei recenti avvenimenti. Interessante il contrasto che hai evidenziato, tra i nuovi quartieri e la parte più storica della città. Sono sicuro che sia stata una visita interessante, considerando che si tratta di un luogo non molto turistico (almeno per noi!) 🙂

    • Rispondi

      Federico Graziati

      10/01/2017

      infatti Kiev anche se una capitale dell’est non è ancora attrezzata per il turismo di massa.. i contrasti sono forti ma interessanti da osservare dall’esterno…ricordiamo inoltre che c’è stata una rivoluzione pochissimi anni fa oltre che la guerra nel 2016 in Crimea

  2. Rispondi

    Tiziana

    23/01/2017

    Davvero i miei più cari complimenti …un lavoro molto curato…dettagli importanti e molto bella la sequenza di foto e spiegazioni del /dei viaggio/i

    • Rispondi

      Federico Graziati

      25/01/2017

      Ciao Tiziana, ti ringrazio davvero tanto per il tuo complimento! Cerco di far conoscere la città ma tramite come l’ho vissuta io

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FEDERICO GRAZIATI
Treviso - ITALY

Nel mio passaporto c'è scritto Federico Graziati ma puoi chiamarmi Fede o Graz. Lavoro nel mondo della comunicazione e sono per passione fotografo e instagramer. Uso questo questo spazio per raccontare quello che vedo attraverso i miei occhi. Le foto dei posti e delle cose che ho l'opportunità di visitare penso siano il miglior strumento che io possa usare per condividere le mie esperienze con voi. Seguimi per trovare la vera essenza della scoperta!

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  • ~ a classic #notmypanni ~

Dimmi cosa stendi e ti dirò chi sei. Nei centri storici va ancora di moda questa tradizione, ma voi tirereste dei cavi del bucato nei nuovi quartieri pieni di case moderne?
Almeno per ricaricare il mio #GalaxyS8 uso il wireless e mi sento libero da nuovi cavi.

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  • ~ great Venitian sunset ~

The altana (a Venitian terrace) of Aman Hotel has one of the beautiful view of a luxury hotel but only the customers can book it for a private aperitif.

#fromGrazEyes
  • ~ reflex or smartphone, sometimes it's a different choice ~

Avete mai provato la modalità PRO del #GalaxyS8?
Qui potete veramente vedere la differenza tra una foto fatta con reflex e una con questo cellulare. Ricordo che un cellulare non potrà mai battere una macchina fotografica professionale però la resa di questo device è davvero molto buona.

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  • ~ who want live there? Me maybe for some days ~

#fromGrazEyes #visitTrentino #thefullcolors
  • ~ do you see the little alpine refuge? It's name is Rifugio Auronzo ~

Autunno e inverno sono le migliori stagioni per andare tra i monti. In autunno la luce trasforma gli alberi in oro e in inverno la, neve crea delle atmosfere incredibili.
~
Fall and winter are the best season to go on the mountains. During the fall the light trasform the trees in gold and in the winter the snow creates an incredible atmosphere.

#fromGrazEyes #unsplash
  • ~ almost empty ~

Oggi ho avuto l'occasione di essere presente al primo evento italiano della community della bellissima realtà internazionale di @unsplash.
Persone con la passione della fotografia ma che non guardano i Like, anzi non guardano proprio i social.
È un progetto che fa della meritocrazia una delle sue leve.
Se siete fotografi vi consiglio di darci un'occhiata.
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Today I had the opportunity to be present at the first Italian event of the international community of @unsplash.
I met people with the passion of photography but who do not look at the likes of a photo.
It is a project that makes meritocracy on the first step.
If you are a photographer I suggest you to take a look on it.

#fromGrazEyes #unsplash
  • ~ foliage ~

Oggi mi sono dedicato all'esplorazione della parte friulana dell'altopiano del Cansiglio, la cosa più vicina a casa mia che assomiglia alla montagna.
Interessante come è facile perdersi nelle mille mulattiere visto che alcune non sono nemmeno segnate su Google Maps.
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Today I explored the Friulian side of the Cansiglio plateau, the closest thing to my home that resembles the mountains.
Interestingly, how it's easy to get lost in a thousand mule tracks here because  some are not even marked on Google Maps.

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  • ~ ready to hike ~

A volte vuoi farti un piccolo giro con gli amici e allora non vuoi portarti dietro tutta la roba fotografica. Poi ecco che arriva il momento in cui ti mangi le mani e vorresti averla dietro... Questo è il motivo per cui è meglio avere un cellulare con la migliore fotocamera in commercio come, ad esempio, il mio #GalaxyS8.

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