Krasnoyarsk – Una pillola di Siberia

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17/09/2018

Quando comunicai ai miei amici che sarei andato in Siberia tutti strabuzzarono gli occhi.

“Ma tu sei pazzo! Cosa vai a fare lì?! C’è freddo e nulla più!” beh io non la pensavo proprio così, cioè sicuramente avevo una lontanissima idea di cosa mi avrebbe aspettato ma sicuramente nulla di chiaro.

Da anni sogno di fare la Transiberiana e, a luglio, quando mi è arrivata una mail, non ho potuto dire di no. Questa arrivava da Follow Up Siberia, un progetto interculturale promosso da Nornickel (una delle aziende di estrazione minerale più grandi al mondo) per l’Universiade Invernale 2019. Il suo obiettivo è far conoscere al mondo, tramite 5 blog tour, la Siberia; un posto ai più sconosciuto e molto stereotipato (per molti è solo vodka, freddo, steppa).

La destinazione del mio viaggio sarebbe stata Krasnoyarsk, una metropoli della Siberia centrale e importante stazione della Transiberiana.

Prima di partire ho dovuto fare il visto (a livello internazionale si dice VISA e non fate confusione con la carta di credito) e non è affatto semplice! Prossimamente farò un articolo su tutti i passaggi da fare.

Per raggiungere la Siberia, almeno dall’Italia non ci sono voli diretti, si deve obbligatoriamente fare scalo in qualche aeroporto. Io per motivi lavorativi ho dovuto prendere il volo dell’AEROFLOT da Venezia delle 23.55 con arrivo alle 4 di mattina all’aeroporto Sheremetyevo di Mosca. Specifico il nome perchè Mosca ha ben 3 aeroporti.

Apro una parentesi sulla compagnia: fino a questo viaggio pensavo che questa fosse davvero molto buona (si gli influencer mi avevano fatto indurre a pensarla così) mentre grazie a questo viaggio ho capito che il personale è, non scortese, ma molto rigido e il cibo servito a bordo di davvero di infimo livello.

Arrivato a Mosca (1h in più di fuso orario) ho dovuto prendere un UBER, molto più economico dei taxi, e in 1h e mezza circa ho raggiunto l’aeroporto Domodedovo. Lungo la strada l’alba illuminava i profili di alcune centrali nucleari a ridosso della città.

Il volo fino a Krasnoyarsk è di circa 4 ore e mezza ma il fuso cambia di altre 4h quindi rispetto all’Italia c’è una differenza di ben 5h in avanti. Si atterra in un aereoporto moderno e all’avanguardia. Nella grande sala degli Arrivi poi, sospeso troneggia un satellite del programma spaziale sovietico Sputnik. Devo dire che fa il suo effetto conoscendo la storia recente!

Dall’aeroporto al centro di Krasnoyarsk ci si impiega circa 40 minuti. Io ho potuto alloggiare presso il Novotel Krasnoyarsk Center, un 4 stelle a circa 20 metri dalla piazza centrale della città. Camere grandi, pulite e ottima colazione.

Follow Up Siberia Media Kit Ambassador
Il mio kit da Ambasciatore della Siberia

Il primo giorno l’ho passato in aereo ma la sera, dopo una cena in un locale vicino all’hotel, sono andato alla cerimonia di accensione del ponte: da fine agosto il lungo ponte ad arcate sul fiume Enisej è illuminato con i colori del Kraj e dell’Universiade Invernale 2019.

krasnoyarsk bridge Enisej

Per capire una città secondo me bisogna vederla prima di tutto dall’alto. Mi sono quindi diretto sulla collina dove sorge la Cappella Paraskeva Pyatnitsa, uno dei simboli della città e presente anche nella banconota russa da 10 rubli. Ogni anno, sposi e fidanzati vengono in pellegrinaggio qui per dichiarare il loro amore. La vista spazia su tutta la città e ci si rende conto che è davvero immensa (oltre 1 milione di abitanti) ed è costituita per lo più da grandi condomini dell’era sovietica. Sguzzando meglio l’occhio ci si accorge che stanno sorgendo piano piano a loro posto edifici architettonicamente all’avanguardia.

Una città così grande necessita di una metro ma incredibilmente ancora non c’è. Infatti una legge russa permette la costruzione di essa solo raggiunto il milione di abitanti, cifra appunto appena raggiunta.

Krasnoyarsk from the top
Krasnoyarsk Paraskeva Pyatnitsa
Da tutto il mondo per scoprire la Siberia

Essendo il giorno dove di festa cittadina ho potuto camminare nella via principale chiusa al traffico per l’occasione (con camion e trattori che avevano almeno 40 anni che fungevano da new jersey, un po’ come in campagna da noi) fino all’enorme sala concerti di Krasnoyarsk per seguire la cerimonia di apertura degli sportelli per la vendita dei biglietti per l’universiade.

Krasnoyarsk
Dite ciao a zio Lenin!

Per pranzo ho mangiato al ristorante Baran I Biser, specializzato in cucina siberiana (Russia, Georgia, Kazakistan). Io ho provato l’Iskender, ossia pecora stufata servita con pane tostato e Yoghurt del Mar Caspio (prodotto con latte fermentato di pecora, capra e bufalo) e come secondo una selezione di formaggi georgiani. Il primo devo dire che non è male anche se completamente diverso dalla nostra cucina mentre i formaggi sembravano le brutte coppie dei nostri. Ho provato pure la birra russa Zhiguli ma non è possibile confrontarla con le più famose cugine europee.

Baran I Biser Iskender krasnoyarsk

Il pomeriggio l’ho passato alla scoperta della città senza una vera e propria meta scoprendo che esistono 3 differenti tipi di architettura. Quella pre-sovietica fatta di eleganti case in legno di massimo 3 piani, quella sovietica, austera e imponente, a cui non servono presentazione ed infine quella moderna che si ispira alle metropoli dell’Occidente.

Con Laika, la mascotte dell’Universiade Invernale 2019
Il Museo della Letteratura
Il Museo della Letteratura
Caserma dei pompieri Krasnoyarsk
Caserma dei pompieri
Bancarella lungo la strada
Le chiese ortodosse sono bellissime
Condomini sovietici anni 40
Un angolo di paradiso in città

La sera ho cenato presso il barber shop Yushin Brother. Aspetta… ho detto barber shop? Si ebbene qui si può, oltre che farsi barba e capelli, anche prendere un drink o mangiare le classiche cose da pub in un ambiente molto urban e alla moda. L’idea di questo locale venne qualche anno fa a Denis Yushin dopo aver girato il mondo guadagnando i soldi tagliando la barba alle persone che incontrava per la sua via. La serata è passata ascoltando alcuni personaggi di spicco della zona che parlavano di come la Siberia e soprattutto Krasnoyarsk stessero cambiando. Sicuramente degna di nota è stata la possibilità di conoscere la più vecchia travel blogger al mondo: Baba Lena.

Yushin Barber
Denis Yushin Barber
baba lena Yushin Barber

Il giorno successivo mi sono diretto verso il comprensorio sciistico Log Ski Resort – Brobovy dove si terranno le gare di sci alpino e snowboard dell’universiade invernale. Qui ho avuto modo di conoscere Aleksandr Vladimirovic Tret’jacov, detto anche The Russian Rocket, testimonial dell’Universiade ma soprattutto oro olimpico nello Skeleton a Sochi 2014.

Aleksandr Vladimirovic Tret'jacov

Analizzando il comprensorio sciistico è davvero molto piccolo (9,7km di piste) rispetto alle dimensioni a cui siamo abituati in Italia però tutti impianti moderni, piste principalmente rosse e nere con innevamento programmato e una pista con illuminazione notturna.

Successivamente ho preso una seggiovia e sono andato in cima (ben 450 metri sul livello del mare ahah) per vedere il panorama. Da una parte la città e dall’altra colline ricoperte di boschi che sembravano non aver mai fine… la grande taiga!

Log Ski Resort - Brobovy
Krasnoyarsk si estende infinita
Log Ski Resort - Brobovy krasnoyarsk
I quartieri più moderni sorgono come funghi
Uno dei pochi stereotipi veri della Siberia è che ci sono molte belle ragazze

Tornato a valle ho partecipato, con la maglia ufficiale di ambassador della Siberia e il cane Laika in testa al Letniy Gornoluzhnik 2018. Praticamente da una collina ci si lancia con dei travestimenti il più imbarazzanti possibili con dei gonfiabili in uno scivolo d’acqua e si arriva tra 2 ali di folla in una pozzanghera immensa. Non immaginate la vergogna mista adrenalina dopo aver fatto questa cosa. Però condivido con voi una foto, così potete prendermi in giro per l’eternità!

Letniy Gornoluzhnik Log Ski Resort - Brobovy
Letniy Gornoluzhnik Log Ski Resort - Brobovy

Al pomeriggio mi sono divertito sul fun park del resort. Prima ho provato la zip-line dove da una montagna si viene sparati giù appesi a un cavo d’acciaio per 800m e, grazie a una pendenza del 30%, si raggiungono quasi i 90km/h. La prima volta avevo una paura incredibile ma credete a me che dopo i primi secondi si ha una botta di adrenalina pazzesca!!!

Sono salito poi sul Roedelbahn, una specie di Roller Coaster montano… lungo 7km con diverse curve strette e piccoli salti si può raggiungere circa i 65km/h da soli o in coppia. Un divertimento assicurato per tutta la famiglia!

L’ultimo giorno l’ho passato nella Riserva Naturale di Stolby. Un’area protetta è di 47.000 ettari e solo il 3,5% è visitabile. Questo posto è considerato patrimonio mondiale dell’umanità dall’UNESCO perchè, oltre alla sua incredibile fauna e flora, il territorio è costituito dai Pillars. Questi non sono altro che delle enormi rocce arancioni che spuntano per centinaia di metri dal terreno. Da oltre 150 anni i locali vengono qui per gite fuoriporta, sport e avventura.

stolby krasnoyarsk pillar
Uno dei Pillars più grandi. Simpatica la scritta in cirillico “Libertà” e sopra la bandiera dell’URSS che sventola
stolby krasnoyarsk pillar

La sera ho voluto provare l’alta cucina siberiana. Il locale perfetto per questo è il ristorante Khozyain Taigi dello chef Alexey Rovinets.

Khozyain Taigi krasnoyarsk

Qui prima di mangiare ho seguito una masterclass di cucina dove lo chef mi ha insegnato a fare una specialità russa, i Pelmeni. Dei tortellini di sfoglia sottile ripieni di carni miste in padella con cipolla, aglio e pepe. Qui ho avuto l’ennesima conferma che fare la pasta non è per me!

Pronto per Masterchef!

Da segnalare che ho potuto provare una delle specialità dello chef il “on a pontoon” ossia 3 tipi diversi di pesce serviti congelati e tagliati a fette sottili da immergere in 3 salse differenti, il tutto servito in una lastra di ghiaccio contenente delle verdure. Questo piatto è consigliabile mangiarlo accompagnato da della vodka.

Con questa particolarità termino il mio racconto di questa mia breve visita a Krasnoyarsk, nella Siberia Centrale.

Leggendo le mie parole e guardando le foto voglio che siate voi stessi a riflettere su che idea avevate prima e dopo questo mio articolo riguardo la Siberia. Le due coincidono?

Fatemelo sapere sui commenti sotto, sono curioso di sapere cosa immaginavate.

PS: mentre ero là le temperature si aggiravano tra i 25° e i 30°, in quei 5 giorni faceva più caldo in Siberia che in Italia!!!

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FEDERICO GRAZIATI
Treviso - ITALY

Sono un Lifestyle & Travel blogger con la passione della fotografia e del raccontare cosa i miei occhi vivo. Le cose che amo di più sono i fari e le montagne. Il mio modo di viaggiare preferito? Il Road Trip. Un stile di viaggio che mi dà quel senso di libertà che io cerco in ogni attimo della mia vita. Non aspettatevi il classico blog di viaggi, io vi racconterò ogni singolo momento di ogni mio viaggio.

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  • ~ sunrise, morning, afternoon, night ~

ITA 🇮🇹 Quattro foto scattate al Parlamento Ungherese da diversi punti, a diverse ore... Quale preferite? Io non so scegliere.
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ENG 🇬🇧 Four photos taken at the Hungarian Parliament from different points, at different times... Which do you prefer? I don't know how to choose.

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ITA 🇮🇹 Non so voi ma la prima foto mi ricorda un po' l'Irlanda... No? E invece ero in Galles.
Sapete che potete raggiungere a piedi quel faro? Si, ma solo con la bassa marea.
~
ENG 🇬🇧 The first photo reminds me, a little, the Ireland... No?  And instead I was in Wales.
Do you know that you can reach that lighthouse by walk? Yes, but only with the low tide.

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ITA 🇮🇹 Di questa Abbazia ve ne ho già parlato in precedenza ma stavolta voglio raccontarvi che, a metà del 1800, uno dei più importanti fotografi al mondo fotografò tantissimo in questo luogo.
Sto parlando di Roger Fenton, il primo reporter di guerra mai esistito. Tra le navate dell'abbazia di possono trovare i suoi scatti, posso solo dirvi che sono di una bellezza incredibile. Ne sono rimasto affascinato, forse anche perché l'ho studiato all'università.
~
ENG 🇬🇧 I have already talked about this Abbey before, but this time I want to tell you that, in the mid 1800s, one of the most important photographers in the world shooted a lot in this place.
I'm talking about Roger Fenton, the first war reporter who ever lived. Among the aisles of the abbey you can find his shots, I can only tell you that they are of an incredible beauty.  I was fascinated by it, perhaps also because I studied him at university.

#fromGrazEyes
  • ~ shadow ~

ITA 🇮🇹 Quando alzi troppo tardi in volo il drone su Bled e il sole già non illumina più l'isoletta al centro del lago.
Disperazione e tristezza.
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ENG 🇬🇧 When you start to fly with the drone up Bled too late and the sun no longer illuminates the island in the middle of the lake.
Despair and sadness.

#fromGrazEyes
  • ~ poetry ~

ITA 🇮🇹 Quando vidi per la prima volta questo posto credevo di essere uscito da un romanzo di un altro tempo.
Immaginatevi una donzella con un abito settecentesco che guarda malinconica verso il lago pensando al suo amato lontano, magari impegnato in qualche guerra.
Potrei inventarmi tante di quelle scene in questo scenario così romantico e, allo stesso tempo, bello nella sua decadenza.
~
ENG 🇬🇧 When I saw this place for the first time I thought I had come out of a novel from another time.
Imagine a damsel in an eighteenth-century dress that looks melancholy towards the lake, thinking of her love far away, maybe engaged in some war.
I could invent so many of those scenes in this scenario that is so romantic and, at the same time, beautiful in its decadence.

#fromGrazEyes
  • ~ with or without ~

ITA 🇮🇹 In verità io sento di più come casa mia le coste selvagge o le montagne che la pianura Padana, per cui il vero trauma non è la partenza ma il ritorno. Dopo essere vissuto in un mondo dove tutto è autentico, importante, dove ogni giorno ha l’intensità di un anno, trovarmi di botto fra gente che rincorre cose senza valore, succube del consumismo, eccetera, beh… mi sembra di essere tra matti!
Dopo un po’ rientro anch’io nei binari, altrimenti mi sentirei un disadattato, ma lo faccio con il naso tappato, come in apnea, perché non accetto quello che la società mi propone.
Lo sopporto perché so che è il prezzo che devo pagare per avere in cambio il resto.
~
ENG 🇬🇧 In truth I feel more like my home the wild coasts or the mountains than the Po Valley, so the real trauma is not the departure but the return.
After having lived in a world where everything is authentic, important, where every day has the intensity of a year, finding myself suddenly among people who run after worthless things, dominated by consumerism, etc., well... I feel to be with crazy people!
After a while I also return to the path, otherwise I would feel like a misfit, but I do it with my nose blocked, as in apnea, because I don't accept what the society is proposing to me.
I stand it because I know it's the price I have to pay to get the rest in return.

#fromGrazEyes
  • ~ dawn ~

ITA 🇮🇹 Manca 1 mese all'estate e la neve continua a cadere copiosa nelle Dolomiti.
Se guardiamo un attimo le date delle nevicate dall'inizio dell'anno sembra che l'inverno e la primavera si siano spostate di circa 2 mesi.
Hey meteo, non dirmi che poi farà caldo anche novembre perché sennò tiro giù anche quelli che devono ancora diventare santi.
~
ENG 🇬🇧 In a month summer will arrive and the snow continues to fall copiously in the Dolomites.
If I look at the snowfall dates from the beginning of the year, it seems that winter and spring have moved about 2 months.
Hey weather, don't tell me that it will be hot in November because otherwise I get angry!

#fromGrazEyes
  • ~ sunny ~

ITA 🇮🇹 Mentre qui nel nord est italiano piove e pioverà per qualche giorno la mia mente è ancora nelle coste assolate e ventose del Galles.
~
ENG 🇬🇧 While it is raining and will raining for a few days here in the north east of Italy, my mind is still in the sunny and windy coasts of Wales.

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