Normandia: scoprila in 4 giorni di road trip

Travel
on
01/03/2019

La Normandia, una regione del nord della Francia che principalmente si ricorda per il famoso sbarco in Normandia… visitare solo e unicamente però i luoghi della memoria della II Guerra Mondiale può risultare noioso voglio quindi illustrarvi il mio road trip che spero apprezziate per la sua varietà di contenuti.

Mappa Normandia road trip

Day 1

Prima di tutto il volo: la Normandia non ha aeroporti internazionali. Il più vicino è quello di Parigi Beauvais (a 1.30h a nord della Capitale) servito da ben 9 tratte dall’Italia. Qui noleggiamo una macchina; ci sono tantissime compagnie quindi prima di partire un bel check su ogni sito e prendiamo l’offerta migliore.

La prima metà non può che essere Rouen, la capitale della Normandia.
Parcheggiamo l’auto presso il parcheggio interrato di Place Saint-Marc, vicinissimo al centro etra i più economici.

Il simbolo della città è sicuramente la Cattedrale di Notre Dame che con il suo stile gotico fu, fino al 1880, l’edificio più alto al mondo. A pochi metri la piazza dove fu arsa viva Giovanna d’Arco. Fa sorridere come gli stessi francesi uccisero una donna che oggi è osannata come un’eroina della patria.

Qui le sue innumerevoli vie con le case a graticcio, che si affacciano colorate una dopo l’altra, creano un’atmosfera fiabesca con qualsiasi condizione meteo e sfociano sempre in piccole piazzette con tipici locali dove fare un pranzo o una cena.

Riprendiamo la macchina e mi spostiamoci ancora più a nord, raggiungendo la costa, per la precisione il Canale della Manica. Benvenuti nella meavigliosa Etretat.

Questa località, da piccolo villaggio di pescatori, è diventata negli ultimi decenni una delle località vacanziere più importanti della Normandia. Si trova in una piccola baia ma andando verso il limitare della cittadina si scopre la vera bellezza della Costa di Alabastro: chiunque, incluso me, rimane a bocca aperta vedendo le bianche e alte falesie che sfidano il mare e il vento. Persino Claude Monet passò diverso tempo qui per immortalare il fascino di questa costa.

Ormai si sta facendo sera, un ultimo sforzo automobilistico, dirigiamoci a Honfleur passando per il Ponte di Normandia, il ponte strallato più grande d’Europa. Rimarrete stupefatti di questa opera ingegneristica!

Un paese piccolo ma ricco di storia. Questo è meta ambita de secoli da pittori impressionisti, esploratori e ingegneri. Un porto costruito nell’estuario della Senna dove si affacciano coloratissime case a graticcio. Gli hotel di charme e le boutique che si trovano tra le stradine acciottolate sono qualcosa di davvero magico. Impossibile non innamorarsene!

Pensate qui fu presentata al mondo per la prima volta la propulsione marina ad elica. La cosa più bella però è nascosta… entrate dentro la chiesa di Santa Caterina e guardate in alto…. la forma del tetto è quella di un drakkar rovesciato, esatto proprio la famosa barca che usavano i vichinghi!

Il primo giorno è stato pieno, posso capirlo… A domani che ci aspetta una giornata davvero piena.

Day 2

Forse non lo sapete ma attraversando il ponte di Normandia siamo giunti nel dipartimento del Calvados. Un nome davvero importanti sotto diversi punti di vista, questa mattina ne esploreremo uno di questi: l’enogastronomia.

Da Honfluer ci dirigiamo verso l’interno dove il panorama è dominato da dolci colline. Qui nasce il famoso distillato Calvados. Un prodotto alcolico che ha origine Normanna e risale al Medioevo.

Nel minuscolo paesino di Pont-l’Evêque si può vivere la Calvados Experience. Attraverso tutti i 5 sensi assaporiamo un’esperienza multisensoriale: un racconto di circa 1h che si sussegue in diverse stanze dove scopriamo l’intero ciclo di produzione di questo distillato, ovviamente la parte culminante arriva alla fine con la degustazione di 3 diverse varianti.

Il costo è di 12,50€ e se siete fortunati potete anche seguire la visita in Italiano.

Se il Calvados è l’eccellenza per gli alcolici, la Normandia è anche famosa per il suo formaggio e allora ora riprendiamo la macchina e in 30 minuti giungiamo a Livarot dove sorge Le Village Fromager. Esatto, il Villaggio del Formaggio!

L’entrata è gratuita e seguendo il percorso guidato, adatto anche ai bambini, di produzione del formaggio scopriamo passo dopo passo tutto il provesso dal latte al confezionamento.

Alla fine della visita si giunge alla Cheese boutique dove gustiamo, stavolta a pagamento, tutti i formaggi del luogo. Ovviamente il Camembert e le sue varianti sono la specialità della regione.

Ora rimontiamo in auto. Le prossime mete si può decidere se farle tutte d’un fiato oppure con più calma vista la loro importanza.

Torniamo verso la costa, le spiagge dello sbarco in Normandia ci aspettano. Chi come me ha visto tanti film relativi a questo evento che segnò la II Gerra Mondiale (non ditemi che non avete mai visto “Salvate il Soldato Ryan” ad esempio) non vedrà l’ora di camminare in questi posti.

Juno, Omaha e Utah Beach sono le più famose ma ricordiamoci che ci sono pure Sword e Gold. Non ci soffermermeremo su tutte ma solo su quelle più importanti.

La prima è Juno Beach, la porzione di costa normanna assegnata alle truppe canadesi. Per questi uomini era il ritorno alle origini, sulla terra dei loro antenati francesi. La sera del D-Day i Canadesi furono quelli che entrarono più in profondità nelle linee naziste ma oltre il 50% di loro perse la vita nella prima ora.

Oggi qui sorge il Juno Beach Center, un museo e centro culturale, da visitare a mio parere solo se avete tempo e alcuni fortini (molti visitabili solo con guida). La spiaggia ad oggi è stata completamente bonificata ed è piacevole per una passeggiata guardando le persone fare kite surf ma nulla più.

Guidando lungo la costa per qualche decina di kilometri, si giunge a Arromanches-les-Bains. Oggi è una ridente cittadina balneare ma in passato uno dei porti artificiali costruiti per lo sbarco in Normandia. Per un turista amante di residuati bellici è sicuramente il luogo più bello da visitare perchè l’area circostante è ricca di reperti e c’è pure un museo dedicato. Incamminandomi per la spiaggia ho potuto toccare con mano alcuni mezzi anfibi dell’epoca, ovviamente tutti arrugginiti e, all’orizzonte, si poteva ammirare la nera e affiorante protezione antinavi e sommergibili nel mezzo del mare.

Procediamo andando verso uno dei luoghi più famosi della Normandia e della Francia, presente in tantissimi film relativi alla II Guerra Mondiale. Benvenuti a Omaha Beach e al Cimitero Monumentale Americano di Colleville-sur-Mer.

Avete presente le lunghe distese di croci bianche su quell’erba verde sempre così perfetta? Beh posso dirvi che dal vero la cosa fa molta più impressione. Il luogo è sempre pieno di turisti ma un silenzio davvero pesante invade il luogo.

70 ettari con le spoglie di 9.387 soldati americani, 307 dei quali ignoti e 4 di sesso femminile. Tra questi anche i soldati Preston e Robert Niland, che hanno ispirato Steven Spielberg per il film Salvate il soldato Ryan.

Alle 16.30, ogni giorno, si può vivere in prima persona la cerimonia delle bandiere. Queste vengono ammainate con la classica musica di tromba che si sente in tutti i film di guerra americani e l’inno americano. Degli attimi davvero molto toccanti e forti che difficilmente riesco a descrivere con le mie parole.

Mentre ad Omaha Beach i soldati scendevano dai mezzi anfibi nelle candide spiagge sventagliate dalle mitragliatrici naziste pochi kilometri più avanti, a Pointe Du Hoc, il reparto scelto dei Ranger aveva un compito ancora più arduo. Il promontorio più famoso di Francia, alto 300 metri a picco sul mare, doveva essere scalato mentre dalla cima i bunker tedeschi sparavano all’impazzata sugli uomini che scalavano la falesia e non trovavano riparo. A livello di numeriche fu un massacro ma dopo giorni i Ranger riuscirono nell’impresa.

I bunker, i sentieri e le cicatrici del terreno fanno ben capire cosa successe in questa piccola porzione di terra in quei giorni.

Se avete ancora tempo l’ultima spiaggia da visitare è Utah Beach ma, a parte l’avveniristico museo con hangar aereo annesso, non aspettatevi granché (un po’ come Juno Beach). La spiaggia è stata completamente bonificata ed a un centinaio di metri da essa ci sono delle postazioni di trincea e un monumento.

Day 3

Il terzo giorno non è serrato quanto il precedente però la sveglia presto non ce la toglie nessuno soprattutto se si è deciso di dormire vicino a Utah Beach.

Continuiamo a guidare lungo la costa verso nord, per la precisione direzione Gatteville-sur-Mer. Il villaggio è molto simile ai tanti altri incontrati lungo la strada, lo si attraversa e si seguono le indicazioni “phare”.

Con i suoi 75 metri d’altezza il faro di Gatteville è il secondo più alto d’Europa e lo si nota a km di distanza. Sono serviti 11.000 blocchi di granito per erigerlo nel lontano 1828. Io non sono salito lungo i suoi 365 gradini visto il brutto tempo ma molti raccontano di un paesaggio che merita il biglietto d’ingresso.

Gatteville  faro

Impostiamo il navigatore su Goury, la cittadina più a nord della Normandia, oltre solo lo stretto della Manica.

Questa zona vieni chiamata “la piccola Irlanda” perchè i suoi prati divisi da muriccioli a secco e il piccolo porto rendono tutto molto romantico. Questo quadro idilliaco però cambia quando si guarda al mare. Qui c’è il Raz Blanchard, ossia la corrente più forte d’Europa che può raggiungere anche i 10 nodi. Pensate che nel 1823 in un solo anno ci furono ben 27 navi che naufragarono in questa area; 14 anni dopo venne costruito il Faro di Cap La Hague che, con i suoi 48 metri d’altezza e un fascio di luce visibile addirittura a 25 km di distanza, rese tutto più sicuro. Oltre a questo venne costruita un’affascinante stazione di salvataggio (SNSM) con delle rotaie rotanti che possono lanciare un vascello di salvataggio verso due direzioni (il porto o il mare aperto a seconda dell’altezza della marea).

Cliccando qui potete vedere la webcam di questo bellissimo posto.

Goury cap la hague normandia
Goury cap la hague normandia

Tornando indietro a circa 5km da Goury facciamo una piccola direzione per vedere le Jobourg Cliffs. Una vista incredibile si apre dinnanzi a noi: in fondo sulla destra il faro di Cap de La Hague, di fronte le due isole di Guernsey e Jersey che sono sotto il diretto controllo della famiglia reale inglese (non del Parlamento inglese quindi) e in basso sulla sinistra una piccola spiaggia rocciosa con un’acqua davvero cristallina. Emozionante!

Fermiamoci alla Crêperie la Gravelette per pranzo e mangiamo una buona galette bretone. Una crepes salata di grano saraceno farcita con diversi ingredienti. Una specialità del luogo quindi da provare!

2.30h di auto… percorriamo in fretta e furia tutta la Normandia da nord a sud. La destinazione è uno dei posti conosciuti in tutto il mondo, uno dei simboli della Francia: Mont Saint-Michel.

Già a chilometri di distanza si staglia solitario all’orizzonte, abbiamo dietro un teleobiettivo quindi scattiamo una foto. Fermiamoci in qualche hotel attaccato al parcheggio, fidatevi sarà fondamentale.

Gli hotel sull’isola sono piccoli e molto cari ma, a mio parere, è meglio prenderne uno proprio dove termina la strada anche per godere un panorama notturno eccezionale. Buona notte.

mont saint michel normandia

Day 4

Mont Saint-Michel è famosa per le maree sigiziali: con la bassa marea il mare è a 15km dalla costa ma, una volta al mese circa, questo sale velocemente di 14m e circonda completamente l’isolotto sulla foce del fiume Couesnon. Lo spettacolo è meraviglioso!

mont saint michel normandia

Se volete vedere questa meraviglia dovete pianificare per bene la vostra vacanza, potete guardare le date delle maree cliccando qui.

La sveglia comunque la decidete voi, anzi lo decide l’orario dell’aereo del ritorno. A Mont Saint-Michel starei giorni, non perchè c’è tanto da vedere ma per la sua bellezza che dà tantissime idee e spunti fotografici.

Se non avete preso un hotel sull’isola o adiacente alla costa dovrete parcheggiare l’auto e il costo è di 11,50€ per 24h.

L’isola, patrimonio UNESCO dal 1979, è raggiungibile da qualche anno da un modernissimo ponte. Potete quindi decidere se farvi 2,5km a piedi o con una comoda navetta che fa su e giù tutto il giorno. Io vi consiglio di camminare!

Il motivo è semplice: se la marea non è alta e non prevista si ha la possibilità di gironzolare tra le terre emerse in uno scenario incredibile perdendosi tra le stradine create dall’acqua che defluisce verso il mare.

Ritornati verso il ponte pian piano ci avviciniamo verso le alte mura. Si iniziano a intravedere i dettagli di ogni casa, di ogni pinnacolo e pertugio. Per gli appassionati di Games of Thrones ricorderà un po’ Approdo del Re.

mont saint michel normandia

L’unica entrata è la Porte de l’Avancée seguita all’interno del borgo da altre 2 porte e dai successivi 350 gradini che portano al culmine del monte dove sorge l’abbazia. All’interno della cittadella medioevale è bellissimo perdersi fra le strette viuzze andando a scoprire scorci e angoli che fanno innamorare anche il cuore più freddo.

Purtroppo non è oro tutto quel che luccica e su questo posto fantastico ci sono delle cose che non mi sono andate giù… mi sembrava di essere a Venezia e ora capirete il perchè.

Le stradine sono come le calli veneziane e il problema è che ci sono proprio tanti turisti: è praticamente impossibile camminare.

Ci sono tanti bei negozi ma con diversa paccottiglia e cineseria proprio come Venezia.

E proprio come la Serenissima tutti i ristoranti sono davvero carissimi, se volete mangiare al tavolo dovete rassegnarvi e spendere almeno 35€ bevande escluse.

Infine parlando degli hotel (cari ve l’ho già detto) sono piccoli e senza ascensore.

Insomma è proprio un’isola come Venezia solo che molto più piccola e in salita!

Però appena si torna fuori per ammirare il tramonto non si può che rimanere a bocca aperta. È davvero bello come si vede dalle foto.

Il sole crea un’ombra sempre più grande mentre tramonta all’orizzonte, il cielo diventa fuoco… mille sfumature… prima il viola e poi pian piano sempre più blu.

Appena spuntano le prime stelle è ora di andare a casa, quella vera stavolta.

Oppure come ho fatto io continuare il road trip per un’altra regione incredibile, che vi racconterò prossimamente, la Bretagna.

TAGS

LEAVE A COMMENT

FEDERICO GRAZIATI
Treviso - ITALY

Sono un Lifestyle & Travel blogger con la passione della fotografia e del raccontare cosa i miei occhi vivo. Le cose che amo di più sono i fari e le montagne. Il mio modo di viaggiare preferito? Il Road Trip. Un stile di viaggio che mi dà quel senso di libertà che io cerco in ogni attimo della mia vita. Non aspettatevi il classico blog di viaggi, io vi racconterò ogni singolo momento di ogni mio viaggio.

Instagram
  • ~ sunrise, morning, afternoon, night ~

ITA 🇮🇹 Quattro foto scattate al Parlamento Ungherese da diversi punti, a diverse ore... Quale preferite? Io non so scegliere.
~
ENG 🇬🇧 Four photos taken at the Hungarian Parliament from different points, at different times... Which do you prefer? I don't know how to choose.

#fromGrazEyes
  • ~ remember the beauty ~

ITA 🇮🇹 Non so voi ma la prima foto mi ricorda un po' l'Irlanda... No? E invece ero in Galles.
Sapete che potete raggiungere a piedi quel faro? Si, ma solo con la bassa marea.
~
ENG 🇬🇧 The first photo reminds me, a little, the Ireland... No?  And instead I was in Wales.
Do you know that you can reach that lighthouse by walk? Yes, but only with the low tide.

#fromGrazEyes
  • ~ Tintern Abbey ~

ITA 🇮🇹 Di questa Abbazia ve ne ho già parlato in precedenza ma stavolta voglio raccontarvi che, a metà del 1800, uno dei più importanti fotografi al mondo fotografò tantissimo in questo luogo.
Sto parlando di Roger Fenton, il primo reporter di guerra mai esistito. Tra le navate dell'abbazia di possono trovare i suoi scatti, posso solo dirvi che sono di una bellezza incredibile. Ne sono rimasto affascinato, forse anche perché l'ho studiato all'università.
~
ENG 🇬🇧 I have already talked about this Abbey before, but this time I want to tell you that, in the mid 1800s, one of the most important photographers in the world shooted a lot in this place.
I'm talking about Roger Fenton, the first war reporter who ever lived. Among the aisles of the abbey you can find his shots, I can only tell you that they are of an incredible beauty.  I was fascinated by it, perhaps also because I studied him at university.

#fromGrazEyes
  • ~ shadow ~

ITA 🇮🇹 Quando alzi troppo tardi in volo il drone su Bled e il sole già non illumina più l'isoletta al centro del lago.
Disperazione e tristezza.
~
ENG 🇬🇧 When you start to fly with the drone up Bled too late and the sun no longer illuminates the island in the middle of the lake.
Despair and sadness.

#fromGrazEyes
  • ~ poetry ~

ITA 🇮🇹 Quando vidi per la prima volta questo posto credevo di essere uscito da un romanzo di un altro tempo.
Immaginatevi una donzella con un abito settecentesco che guarda malinconica verso il lago pensando al suo amato lontano, magari impegnato in qualche guerra.
Potrei inventarmi tante di quelle scene in questo scenario così romantico e, allo stesso tempo, bello nella sua decadenza.
~
ENG 🇬🇧 When I saw this place for the first time I thought I had come out of a novel from another time.
Imagine a damsel in an eighteenth-century dress that looks melancholy towards the lake, thinking of her love far away, maybe engaged in some war.
I could invent so many of those scenes in this scenario that is so romantic and, at the same time, beautiful in its decadence.

#fromGrazEyes
  • ~ with or without ~

ITA 🇮🇹 In verità io sento di più come casa mia le coste selvagge o le montagne che la pianura Padana, per cui il vero trauma non è la partenza ma il ritorno. Dopo essere vissuto in un mondo dove tutto è autentico, importante, dove ogni giorno ha l’intensità di un anno, trovarmi di botto fra gente che rincorre cose senza valore, succube del consumismo, eccetera, beh… mi sembra di essere tra matti!
Dopo un po’ rientro anch’io nei binari, altrimenti mi sentirei un disadattato, ma lo faccio con il naso tappato, come in apnea, perché non accetto quello che la società mi propone.
Lo sopporto perché so che è il prezzo che devo pagare per avere in cambio il resto.
~
ENG 🇬🇧 In truth I feel more like my home the wild coasts or the mountains than the Po Valley, so the real trauma is not the departure but the return.
After having lived in a world where everything is authentic, important, where every day has the intensity of a year, finding myself suddenly among people who run after worthless things, dominated by consumerism, etc., well... I feel to be with crazy people!
After a while I also return to the path, otherwise I would feel like a misfit, but I do it with my nose blocked, as in apnea, because I don't accept what the society is proposing to me.
I stand it because I know it's the price I have to pay to get the rest in return.

#fromGrazEyes
  • ~ dawn ~

ITA 🇮🇹 Manca 1 mese all'estate e la neve continua a cadere copiosa nelle Dolomiti.
Se guardiamo un attimo le date delle nevicate dall'inizio dell'anno sembra che l'inverno e la primavera si siano spostate di circa 2 mesi.
Hey meteo, non dirmi che poi farà caldo anche novembre perché sennò tiro giù anche quelli che devono ancora diventare santi.
~
ENG 🇬🇧 In a month summer will arrive and the snow continues to fall copiously in the Dolomites.
If I look at the snowfall dates from the beginning of the year, it seems that winter and spring have moved about 2 months.
Hey weather, don't tell me that it will be hot in November because otherwise I get angry!

#fromGrazEyes
  • ~ sunny ~

ITA 🇮🇹 Mentre qui nel nord est italiano piove e pioverà per qualche giorno la mia mente è ancora nelle coste assolate e ventose del Galles.
~
ENG 🇬🇧 While it is raining and will raining for a few days here in the north east of Italy, my mind is still in the sunny and windy coasts of Wales.

#fromGrazEyes

Seguimi!