Moldavia, un viaggio tra storia ed enogastronomia

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17/11/2019

Moldavia, quando mi proposero un viaggio in questo stato dissi subito si. Sapete che devo fare almeno un viaggio particolare all’anno e questa era un’ottima opportunità.
Dopo aver detto ok pensai: “ma io cosa conosco della Moldavia?”. La risposta è semplice: niente a parte dove si trova e la sua capitale!
Ho trovato una ricerca del 2017 dove spiega che oltre il 95% della popolazione italiana non sa davvero nulla di questo stato, non sa neppure posizionarla sulla cartina! Pare incredibile visto che è relativamente vicina a noi essendo uno stato europeo. Beh dopo questo viaggio ho scoperto un posto che merita davvero una visita sia per il suo lato storico che enogastronomico.
Siete un po’ curiosi di scoprirlo con me? Beh iniziamo allora con qualche informazione base per chi visita la Moldavia (anzi il suo nome ufficiale oggi sarebbe Repubblica di Moldova) e poi partiamo con il racconto.

Moldavia: un piccolo e verde giardino tra Ucraina e Romania

COME ARRIVARE IN MOLDAVIA

La Moldavia ha solo un aeroporto internazionale, quello della sua capitale Chişinău. Dall’Italia è servito con voli diretti dai più importanti aeroporti ma con pochi voli settimanali, se non trovate la data che preferite consiglio di fare scalo a Francoforte o Vienna. Per entrare basta solamente la carta d’identità elettronica (ma fidatevi di me e portatevi il passaporto, capirete successivamente il perchè).
All’aeroporto potete noleggiare un’auto oppure prendere la navetta che vi porterà nella capitale ogni 30 min.).
Sapete che io amo i road trip ma per questo stato consiglio di viaggiare con una guida. Il motivo non è la sicurezza (pensate è uno degli stati più sicuri al mondo al pari di Svizzera e Giappone) ma perché il turismo è poco sviluppato. Difficile trovare cartelli turistici nelle zone di interesse, raramente si trovano pure quelli in russo o rumeno. La popolazione locale raramente conosce l’inglese tranne che nelle cantine dove se avete fortuna trovate pure qualcuno che parla italiano.

DOVE DORMIRE A CHISINAU

Come per tutti i paesi dell’est, a Chisinau è consigliabile prendere alloggio in hotel da 4/5 stelle. I prezzi sono abbastanza nella norma ossia partono da circa 60 euro a notte.
Io ho scelto il Jolly Allon Hotel, un business hotel con 4 stelle dotato anche di una piccola area wellness. Posizione perfetta trovandosi a 2 minuti dalla piazza centrale e con un parcheggio privato e sorvegliato. La reception parla pure italiano.
Pare incredibile riguardo l’italiano ma, dopo essermi informato, ho capito che, all’università di lingue, la nostra lingua è una delle più scelte.+

COME VESTIRSI IN MOLDAVIA

Le temperature sono più o meno quelle del nostro Nord Italia quindi a seconda della stagione non dovrete fare grandi cambi di guardaroba. Attenzione che in inverno, data la vicinanza con la Russia, possono scendere velocemente le temperature quando è brutto tempo arrivando a toccare anche i -25°.

DAY 1 – Tradizione e guinness dei primati

A primo impatto, uscendo dalla capitale si notano i grandi spazi e la struttura agricola di questa nazione con case costruite senza un reale studio dietro e con materiali economici (quasi tutte hanno ancora il tetto in eternit). Ad un’ora di viaggio verso nord da Chisinau giungiamo a Butuceni per scoprire Orheiul Vechi. Questo è un immenso complesso archeologico costruito in una spettacolare e profonda ansa del fiume Raut (14 milioni fa invece la zona era sommersa dal mare di Sarmazia).
Pensate che i primi insediamenti sono relativi al Neolitico da parte dei Trypiliani, la popolazione che in Europa costruì i più grandi insediamenti dell’epoca. La zona, essendo molto ricca e fertile, ha visto passare tantissime popolazioni come i Daci e l’Orda D’oro. Ad oggi ci sono alcuni monasteri (1690 DC) di Monaci Ortodossi e le grotte nella roccia del Neolitico sono state trasformate in piccole cappelle. Proprio in uno di questi vive un solo monaco che in passato era un ingegnere che ha trovato la sua vocazione in Dio.

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~ Orheiul Vechi ~ ITA 🇮🇹 Un paesaggio che assomiglia incredibilmente ad un anfiteatro emisferico di 3,5 per 1,5 km, definito dalle sponde ripide e alte del Răut, il cui corso estremamente tortuoso ha scavato nei millenni meandri incastonati attraverso la roccia calcarea, questo è geograficamente Orheiul Vechi. È la culla della civiltà moldava infatti sono stati trovati resti che risalgono al Neolitico. Diversi accampamenti dall'impero romano ad oggi sono stati rinvenuti… Ora ci sono alcuni monasteri, il più piccolo tra questi abitato da un solo monaco. Qui si respira pace e serenità ma, al tempo stesso, si percepisce qualcosa di speciale che non riesco a descrivere. ~ ENG 🇬🇧 A landscape that incredibly resembles a hemispherical amphitheater of 3.5 by 1.5 km, defined by the steep and high banks of the Răut, whose extremely tortuous course has carved through the millennia set into the limestone rock, this is geographically Orheiul Vechi. It is the cradle of the Moldavian civilization, in fact remains that date back to the Neolithic were found. Several camps from the Roman Empire to today have been found … Now there are some monasteries, the smallest of which is inhabited by a single monk. Here you breathe peace and serenity but, at the same time, you perceive something special that I cannot describe. #beourguest #autenticascoperta #visitmoldova #moldovatravel #fromGrazEyes

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Orheiul Vechi moldavia butuceni
La vista dall’alto del primo monastero dell’area.

Attraversiamo il fiume per giungere nel paesino di Trebujeni per pranzare alla Casa din Lunca. Questa è stata la prima pensione rurale della Moldavia. Nel ristorante si possono provare tutti i piatti più tradizionali della cucina moldava: il sarmale (involtini di foglie di cavolo o verza in salamoia con un ripieno di carne macinata, riso e cipolla soffritta), la zeama (zuppa con carne di gallina e tagliolini), la mamaliga (una squisita polenta che va intinta prima sulla panna acida e poi sul formaggio di pecora). Questa pensione si trova in un posto davvero idilliaco e per i più esigenti c’è pure una piccola piscina.

Con la pancia piena dirigiamoci ancora verso nord, direzione Clisova Noua, il paese più giovane della Moldova. Fu costruito dall’impero sovietico a seguito della distruzione di un villaggio non più agibile per via di una frana. Purtroppo era il periodo della Perestrojka (1989) e molti abitanti se ne andarono senza trasferirsi in questo nuovo paese. Qui c’è il museo dell’artigianato moldavo (Arta Rustica) dove ci viene mostrata la tecnica dei tappeti moldavi, il loro design molto particolare è dal 2006 un Sito Intangibile dell’UNESCO.

Torniamo verso la capitale ma, pochi km prima della città, fermiamoci a Cricova… qui rimaniamo davvero a bocca aperta! Siamo nella Cricova Winery, la cantina più grande del mondo!
120 km di gallerie sotterranee (si avete capito bene) racchiudono vini del valore inestimabile.
Queste gallerie di calcare sono state create per costruire i palazzi di Chisinau e negli anni 50 convertite in cantina. Si accede con un trenino elettrico e la temperatura qui è tutto l’anno di circa 12°.
Il tour (in inglese e della durata di 3h) comprende la visita delle gallerie, la visione di un cortometraggio sulla cantina mentre si sorseggia il Crisecco (un vino autoctono prodotto con la stessa tecnica del Prosecco) e la degustazione di 5 vini in una delle sale sotterranee. Io sono stato in una che avrebbe dovuto riprendere un acquario, devo dire molto kitch.
È come essere dentro un caveau della banca infatti qui vengono conservati i vini della casa reale inglese, di Putin, Elton John, Barack Obama e tanti altri. Pensate che qui è tenuto 1/3 della collezione di vini del gerarca nazista Hermann Göring che fu sottratta alla Germania durante la II Guerra Mondiale. La bottiglia di vino più rara è il vino rosso “Jerusalem” del 1902, negli anni 60 un collezionista americano offrì per quella bottiglia 100.000$ ma l’offerta venne rifiutata… pensate il valore attuale!!!!
Proprio Putin ha celebrato il suo 50esimo compleanno qui nelle sale dedicate ai banchetti, si dice che quella sera il vino davvero scorreva a fiumi.

moldavia cricova mappa
150km di tunnel
cricova moldavia amore per il vino
cricova moldova stanza gagarin
Stanza Juri Gagarin
cricova jerusalem 1902 vino moldavia
Il vino più raro della cantina
crisecco moldavia cricova
Il famoso Crisecco

DAY 2 – Fortezze, vino e monasteri

Buongiorno! Oggi abbiamo subito circa due ore di macchina verso nord per iniziare. Direzione Soroca, una cittadina al confine con l’Ucraina. La città ha origini antichissime, è stata pure un avamposto commerciale della Repubblica di Genova. Oggi i turisti vengono a visitarla per la fortezza costruita nel 1499 che ha un’architettura militare che deriva dai castelli della vicina Transilvania. Purtroppo la fortificazione, con l’arrivo della polvere da sparo, andrò presto in declino. Dall’alto si può vedere tutta la città da una parte e dall’altra il fiume Dniestr che segna il confine con l’Ucraina. Qui, per andare in Ucraina, è possibile tramite delle chiatte tirate con alcune cime… solo se si è in possesso di passaporto ucraino o moldavo si può attraversare il Dniestr perché non è una dogana internazionale.

Moldavia soroca
soroca modavia vista aerea drone
Vista dall’alto della città di Soroca
vista della città di Soroca moldavia
La Città di Soroca

Da qui procediamo verso la collina che sovrasta la città di Soroca, questa è chiamata la collina dei Rom. Qui vive la maggioranza dei Rom moldavi (circa 30.000 persone in tutto il paese), i più ricchi hanno delle abitazioni che sono delle vere e proprie regge. C’è chi ha costruito una piccola Casa Bianca, chi il Reichstag o chi ha addirittura il tetto in argento con una grande cupola musulmana… ovviamente il tutto costruito senza un senso logico e tecnico infatti io non mi fiderei neppure un attimo a vivere in uno di questi edifici.
Qui i turisti devono stare molto attenti perché non bisogna accettare nessun invito da parte dei Rom, soprattutto ad entrare nelle loro case. Ci sono persone a cui è stato chiesto un riscatto per poter uscire!!!
Sentendo le nostre voci è uscito dalla sua casa Arthur Cerari, il Barone dei Rom Moldavi. Il Barone è la figura al culmine dell’organigramma dei Rom, il loro capo. Ci racconta che suo padre era il capo di tutto il popolo rom sotto l’Unione Sovietica e che al prossimo consiglio spera di diventare il Principe di tutti i Rom. Ci invita nel suo giardino, noi con diffidenza entriamo… nel giardino ci stanno diverse auto sovietiche, una di queste ha il parabrezza con un proiettile… è quella di Yuri Andropov (Presidente URSS e per 15 anni capo del KGB). Dopo alcune chiacchiere salutiamo e ringraziamo uscendo da questo quartiere che ha dell’inverosimile dove ci sono palazzi incredibili e la strada non è asfaltata ne ha il sistema idrico.

Torniamo a Orhei vicino a dove siamo stati ieri. Il motivo è puramente enogastronomico. Andiamo a visitare lo Chateau Vartely. Un’azienda vinicola con oltre 260 ettari di vigne in territori IGP. Qui vengono coltivate tanti tipi di vino tra cui Chardonnay, Pinot, Traminer, Rara Neagra, ecc. Lo Chateau è un vero e proprio resort per turisti dotato di chalet e suide, un elegante ristorante e ovviamente delle stanze per la degustazione.

moldavia vino Chateau Vartely sala degustazione
Chateau Vartely – Sala Degustazione
Chateau Vartely ristorante moldavia
Anche il ristorante dello Chateau Vartely non è affatto male

Dopo pranzo in 20 minuti di auto giungiamo a Curchi per visitare l’omonimo monastero risalente al XVIII secolo. In questo posto ho ritrovato un po’ di pace… una valle silenziosa dove si alternano foreste, giardini e frutteti. All’interno è custodita l’icona ortodossa “Rod the True” donata nel 2011 dal patriarca della Chiesa Ortodossa di Russia. La storia di questo monastero è davvero travagliata infatti durante il periodo sovietico venne trasformato in ospedale psichiatrico. I monaci, con l’aiuto dell’ONU, sono tornati da pochi anni cercando di restaurare le 3 chiese (ad oggi è visitabile la chiesa d’Estate e d’Inverno).

DAY 3 – Passaporto

Sono in Moldavia e per andare in una regione ci hanno chiesto il passaporto… perché? Sapevate che qui esiste una nazione? No? Beh benvenuti nella Repubblica di Pridnestrovie o detta più comunemente Transnistria.
Se prendete una cartina la Transnistria è quella lingua di terra tra la Moldavia e l’Ucraina.
La Transnistria chiese l’indipendenza dall’URSS nel 1990, nel 1992 si scatenò una guerra civile che durò alcuni mesi per avere l’autonomia dalla Moldavia; terminò con un cessate il fuoco.
Il trattato recita che la Moldavia ritiene la Transnistria uno stato indipendente de facto, quest’ultima ha un suo Governo, una dogana, una sua moneta (qui si può pagare solo con valuta proprietaria o una carta di credito moldava).
Il 18 marzo del 2014 la Transnistria ha chiesto l’annessione alla Russia dopo che questa aveva invaso la Crimea.
Questa nazione solo de facto, quindi non riconosciuta dalla ONU, è l’unica dell’area moldava che durante il periodo sovietico venne sviluppata dal punto di vista industriale; produceva infatti il 40% del PIL di tutta la nazione e il 90% dell’energia elettrica. La 14° armata russa rimase di stanza a Tiraspol (la capitale) anche dopo il crollo dell’URSS perché qui si trova il più importante arsenale d’armi d’Europa. Ora sono stanziati 2.000 militari russi equipaggiati con armi leggere e presidiano una zona cuscinetto tra i due stati.

mappa trasnistria

Da Chisinau a Bender, nostra prima destinazione della Transnistria, c’è circa 1h di auto ma bisogna anche considerare che c’è pure una dogana (obbligatorio il passaporto) da valicare. Il visto turistico è di 10h però è possibile prolungarlo. Come detto qui è valida solo la moneta locale che però non è riconosciuta all’infuori della Transnistria, la lingua ufficiale è il russo.
Arriviamo alla fortezza di Tighina, un enorme complesso militare risalente al periodo ottomano. Purtroppo durante il periodo sovietico è stata lasciata andare e ad oggi, con fatica, si sta cercando di farla tornare al suo antico splendore. Ora si può camminare per metà delle mura della fortezza, visitare la camera delle torture e un piccolo musei ricavato nella Santa Barbara.

Prima di fare un giro a Tiraspol pranziamo al Kumanek. Non è un locale qualunque ma il ristorante in cui viene servito il miglior boršč di tutta la Moldavia. Ma come cos’è il boršč?!?!? Ve ne ho parlato anche nel mio viaggio in Ucraina! È la famosissima e altrettanto buona zuppa di barbabietole.

Facciamo un giro a piedi per il centro, si è davvero rimasti alla guerra fredda qui. Molti militari e poliziotti, grandi contrasti fra ricchi e poveri, ovviamente falci e martello ovunque… e la cosa più caratteristica le tante statue comuniste soprattutto, ovviamente, di Lenin. Fredda, opprimente e strana questa atmosfera… ma credo sia solo suggestione perché oggi tutti sanno cosa c’è al di là del confine.

Il carroarmato leggero simbolo dell’URSS: il T34, sullo sfondo la statua di Lenin e il parlamento della Transnistria
Armata rossa e giacca rossa…che abbinamento!
Il fondatore i Tiraspol Alexander Vasilievich Suvorov, amante di Caterina II e uno dei pochi ad aver battuto Napoleone Bonaparte in battaglia

Gironzolando a piedi giungiamo alla distilleria Kvint; questa è produce 20 milioni di bottiglie di Divin (cognac) e vino ogni anno lasciato invecchiare da antiche botti dell’epoca sovietica. C’è la possibilità di fare dei tour per conoscere la produzione di queste bevande alcoliche e la storia aziendale. I prezzi vanno dai 10 ai 70€. Non mi esprimo sulla qualità perché ammetto di non capirne molto (però mi piace).
Uscendo dalla Transnistria siamo passati per un quartiere operaio, costruito sicuramente dai russi vicino alle industrie (oggi quasi tutte abbandonate)… mi sembrava di essere a Prypiat prima del disastro della centrale nucleare.

Per concludere la giornata non può che starci una degustazione di vino e una cena presso la cantina Purcari, la più antica di tutta la Bessarabia (un’area storica tra Moldavia e Ucraina) riconosciuta ancora dallo Zar Nicola I. Il tour ci mostra le cantine, dove è conservata una collezione UNESCO con una bottiglia risalente addirittura al XVIII secolo e una della Famiglia Reale Inglese e la zona di produzione. Successivamente una degustazione molto approfondita ci porta a scoprire sei etichette tra cui il famoso Negru De Purcari, il vino rosso più famoso di tutta la Moldavia. Come sapete preferisco i vini bianchi ma questo l’ho trovato fin da subito delicato ma forte al tempo stesso. La cena al ristorante ottima con una cucina moldava rivisitata in termini moderni e sofisticati.

DAY 4 – National Wine Day

Chisinau ha un cuore pulsante, è il mercato centrale chiamato Piaţa Centrală. Ha diverse entrate ma il portone principale è grande e verde con l’insegna pitturata di bianco… davvero molto scenico. Appena varcato sembra di essere in un mondo completamente parallelo… avete presente i mercatini di Porta Portese a Roma? Ecco però ingranditelo almeno di 10 volte… qui potete trovare di tutto: dalla frutta e verdura, al pesce fino alle radioline che andavano tanto di moda fino agli anni 90. State molto attenti perché qui è facile che qualcuno cerchi, tra la folla, di sfilarvi il portafoglio.

Dovete sapere che Chisinau, durante la II Guerra Mondiale, è stata distrutta per l’85%. Purtroppo quindi non si può trovare un vero e proprio centro storico. La maggior parte degli edifici infatti sono relativamente nuovi. Il centro nevralgico è la Piazza delle Grandi Adunate Nazionali dove il Palazzo del Governo, con la sua architettura sovietica, giganteggia. Di fronte a lui si trova, un arco di trionfo e la Cattedrale che, a confronto, è davvero piccola.
In un angolo della piazza si trova la statua di Stefano il Grande, l’eroe nazionale della Moldavia. Questo angolo è il punto di ritrovo di tanti giovani per poi andare in giro per la città a divertirsi.
Tutta la periferia è fatta da condomini sovietici anni sessanta, interi quartieri di veri e propri parallelepipedi, costruiti in velocità oggi dimostrano tutta l’inadeguatezza e l’economicità di tale periodo.

Dopo questa veloce visita alla città dirigiamoci di nuovo nella piazza Centrale. È completamente piena di persone da tutto il mondo che visitano le centinaia di bancarelle… oggi è la giornata nazionale del Vino.
Come credo abbiate capito dall’articolo il vino è una delle leve economiche delle Repubblica di Moldova e qui si sente proprio l’anima agricola della nazione.
Qui arrivano tutte le cantine del paese, anche le più piccole. Per una modica cifra ti danno una guida alle aziende presenti, una mappa, un piccolo calice e un foglio con le timbrature (si ha un determianto numero di degustazioni possibili). Il bello di questo è ascoltare le storie di queste famiglie che mettono tutto loro stesse per produrre questo nettare degli dei. EMOZIONANTE!

Ultima degustazione del viaggio che dite?! Dirigiamoci a sud-ovest della capitale per giungere nel posto più famoso per i grandi eventi: Castel Mimi. Un’azienda vitilvinicola che risale addirittura all’impero zarista. Produce 30 milioni di bottiglie l’anno, una metà in silos italiani super moderni e l’altra dell’epoca sovietica.
Il castello, completamente rovinato da uno sfruttamento solo produttivo durante il periodo comunista, ha subito un intervento di restauro ancora in atto. Il progetto è del designer italiano Arnaldo Tranti che lo sta trasformando in un resort di lusso con piscina, sale degustazioni, wellness, ristorante e suite.

DOVE MANGIARE A CHISINAU

Tutti i ristoranti sono raggiungibili a piedi dal centro e i prezzi sono ottimi:

  • Parol: ambiente curato e chic. Piatti tipici rivisti in chiave moderna. La specialità sono i cocktail.
  • Vatra Neamului: locale per chi vuole provare la vera cucina tipica locale. Atmosfera calda e accogliente.
  • Black Rabbit Gastro Burrow Restaurant: ambiente urban chic, ovviamente la specialità è il coniglio. Perfetto per il pre serata.

Ma allora questa Moldavia è da visitare Federico? Ma io direi proprio di si sai?! Devi essere un amante però dei paesi dell’est, non è così semplice entrare nelle loro tradizioni se non capisci prima cosa c’è dietro. Come sai io amo i road trip ma questo paese lo visiterei assieme a una guida, il motivo è perchè il turismo non è ancora sviluppato per i viaggiatori solitari e autosufficienti come me. Se si ama il vino e si vuole scoprire gusti che da noi non è così semplice trovare, sicuramente questa è la meta giusta. Se guardiamo il lato economico poi è ancora un’altra grande conferma visto i prezzi bassi in generale. Insomma se siete incuriositi da questo paese scrivetemi, vi darò i contatti migliori per visitare questo paese (ovviamente vi risponderanno in italiano eh!).

Se volete vedere la storia del mio viaggio in pillole video ci sono le mie stories in evidenza su Instagram, basta cliccare qui.

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FEDERICO GRAZIATI
Treviso - ITALY

Sono un Lifestyle & Travel blogger con la passione della fotografia e del raccontare cosa i miei occhi vivo. Le cose che amo di più sono i fari e le montagne. Il mio modo di viaggiare preferito? Il Road Trip. Un stile di viaggio che mi dà quel senso di libertà che io cerco in ogni attimo della mia vita. Non aspettatevi il classico blog di viaggi, io vi racconterò ogni singolo momento di ogni mio viaggio.